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Filo diretto
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Milano-Sanremo del Centenario: la cronaca.
Partenza: ( Milano - ore 9.32 - 197 gli atleti al via; non partono Bellotti e Hushovd della Credit Agricole; mossiere l’assessore allo sport del comune di Milano Giovanni Terzi, con Eddy Merckx, l’amministratore delegato della Rcs Sport, Giacomo Catano e il direttore della Gazzetta dello Sport, Carlo Verdelli).
Subito andatura molto sostenuta. Media della prima ora di corsa: 46,100 km/h.
Km 69: Donati e Aggiano sono i promotori di un tentativo a cui si agganciano Quinziato, Usau, Florencio, Duclos-Lassalle, Laurent, Luengo, Bru, Mengin, Fothen, Baldato, Horrillo, Bellin, Petacchi e Knees. Massimo vantaggio: 15”; km 74: gruppo compatto. Media dopo due ore: 46,200 km/h.
Km 86: se ne vanno Kunitski, De Kort, Sella, Hernandez, Traficante e Brutt. Guadagnano terreno i sei battistrada (nell’ordine Sella-De Kort-Brutt, il passaggio al t.v. di Novi Ligure); in gruppo breve sortita di McEwen, presto ripreso. Km 108: il vantaggio dei sei battistrada è di 7’45”; km 120: 7’51”. In zona-rifornimento, caduta di Guesdon e Gutierrez J., costretti al ritiro.
Media dopo tre ore: 45,200 km/h.
Al Passo Turchino (km 143, a scollinare davanti è Sella), il ritardo del gruppo è di 7’05”. In discesa, caduta in gruppo per Fertonani e Contrini (che si ritirano) e Mikhailov. Ad Arenzano (km 162): 6’25”; Team Milram a condurre in gruppo. A Piani di Invrea, in difficoltà davanti Traficante che al cartello dei 125 km all’arrivo insegue a 27”; il gruppo a 6’. Media dopo quattro ore: 44,100 km/h.
In gruppo, caduta senza particolari conseguenze per Longo Borghini e Mayoz. A Celle Ligure (km 178): Traficante a 4’45”, il gruppo a 6’14”. All’ingresso di Albisola Marina (km 181): Traficante a 5’50”, il gruppo (Rabobank, Liquigas e Team Milram a condurre) a 7’35”; all’ingresso di Savona (km 184): 7’40”. All’uscita di Vado Ligure (km 191), il gruppo raggiunge Traficante (che poi si ritira); ritardo di 7’35”. A Spotorno (km 197): 7’05”; a Noli (km 200): 6’48”; a Pietra Ligure (km 215): 4’52”. Media dopo cinque ore: 43,840 km/h.
A Loano (km 219): 4’25”; a Borghetto S. Spirito (km 222): 4’05; Lampre-Fondital e Team Milram a condurre; ad Albenga (km 230): 3’24”; all’uscita di Alassio, caduta in gruppo che coinvolge Krivtsov, Duclos-Lassalle, Scheirlinckx, Berthou, Belohvosciks, Del Nero, Merckx, Erviti, Rebellin e Hinault. Salendo verso Capo Mele, cede nel quintetto di testa De Kort; a inizio salita il ritardo del gruppo è di 2’12”. Prima di Capo Cervo, progressione davanti di Brutt: si stacca Sella. Sul Capo Cervo (km 247): gruppo a 1’28” (ripresi De Kort e Sella); km 253: 1’20”; sul Capo Berta (km 255): 1’08”; in discesa caduta per Kopp (caricato in ambulanza) con Haussler e Wegmann che riprendono. Attraversando Imperia, altra caduta in gruppo (asfalto viscido per la pioggia): a terra tra gli altri Zanotti.
Al cartello dei - 30 km al traguardo: 38” il vantaggio di Kunitski, Hernandez e Brutt. Problema meccanico per Bettini che si riaccoda al gruppo. Salendo sulla Cipressa, resta dapprima solo davanti Hernandez (ripresi Kunitski e Brutt), poi gruppo compatto e allungato. Attacco di Pellizotti, rispondono prima Moletta, poi Popovich; Lampre-Fondital e Team Milram a condurre l’inseguimento. In discesa, caduta per Moletta (caricato in ambulanza); a fine discesa: Pellizotti e Popovich con 8” su Celestino e Vila, il gruppo a 18”. Ripresi Celestino e Vila, Quick Step-Innergetic a condurre l’inseguimento: ai -12 km dal traguardo il vantaggio dei due battistrada è di 26”; -10: 15”. Inizia la salita del Poggio. Ripresi Pellizotti e Popovich, ci prova ancora Popovich: niente da fare. Prima del culmine, attacco di Gilbert, Riccò e Kessler. Restano davanti Riccò e Gilbert: 11” il loro vantaggio a inizio discesa. Ai -3: 7”; ai -2: 5”; raggiunti prima dell’ultimo chilometro. Volata di gruppo.
Arrivo: (Sanremo - Via Roma - km 294) Vittoria di Freire davanti a Davis, Boonen, McEwen, O’Grady, Zabel, Balducci e gli altri. Tempo del vincitore: 6h43’59”, alla media di 43,660 km/h.
Fonte comunicato e immagine: http://www.gazzetta.it |
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Matteo Bono, corridore della Lampre, si aggiudica la 6a tappa della corsa, 164 km con partenza da S. Benedetto del Tronto e arrivo a San Giacomo. Per il 23enne il primo successo in carriera.
Secondo e terzo rispettivamente Gasparotto e Visconti
Matteo Bono classe 1983 da Ome, provincia di Brescia, che al penultimo giorno della 42ma Tirreno-Adriatico coglie il primo successo in carriera, nella sua seconda stagione da professionista, che sta vivendo, come la prima, in maglia Lampre Fondital. Matteo Bono vince per distacco a San Giacomo Monti della Laga la tappa più impegnativa della Corsa dei due Mari anno 2007. Il bresciano entra nella fuga giusta, a 4 km dalla vetta stacca tutti i compagni d'avventura, e si impone con mezzo minuto circa sull'ex campione d'Italia Gasparotto. Terzo Giovanni Visconti: tre giovani corridori italiani hanno dunque caratterizzato il tappone. Non solo, perché tra i mattatori del giorno c'è ancora Riccardo Riccò. Il 23enne della Saunier Duval, che ieri aveva perso la maglia di leader, dopo le 2 vittorie ottenute ancor prima (a Macerata ed Offagna) si mette in grande evidenza sull'ascesa finale. Esce dal gruppo dei big assieme a Vinokourov e Scarponi, che pianta quindi in asso. Riccò chiuderà quinto al traguardo con un ritardo attorno agli 1'30", dopo aver letteralmente volato il tratto conclusivo dell'ascesa. Il ragazzo, che correrà sabato prossimo la Milano-Sanremo, non può dunque più nascondersi, e se anche verso Sanremo farà il diavolo a quattro, non bisognerà meravigliarsi più di tanto. Cambia intanto il nome del corridore che guida la classifica. Si tratta di Andreas Kloden, nono di tappa a 1'43", un Kloden che perde 6" dal lussemburghese Kirchen, ora secondo della classe, a 3 secondi dal tedesco. Vinokourov invece si pianta all'ultimo km, va ancor peggio il tedesco Schumacher, che guidava la classifica alla partenza della tappa, ma che in vetta ai Monti della Laga perde 2'08". Domani ultima tappa, sarebbe la consueta passerella per velocisti a San Benedetto del Tronto. Ci sono però due traguardi volanti (3o e 5o passaggio sull'anello finale) che assegnano rispettivamente 3, 2 e 1 secondo ai primi 3 classificati. C'è infine il volatone, con 10 secondi al vincitore di tappa, 6 al secondo e 4 al terzo. Per cui Kirchen ha ancora la possibilità matematica di scavalcare Kloden. Per cui, anche se Kloden ha grandi chance, aspettiamo ancora ad incoronarlo in anticipo vincitore della 42ma Tirreno-Adriatico. L'ultima tappa sarà trasmessa in diretta su Eurosport a partire dalle ore 15.15.
Fonte: http://sport.msn.it
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Mossiere il sindaco di Novate Milanese, Luigi Silva, alle 11.12 sotto uno splendido sole i 153 partecipanti alla 92.a edizione della corsa della Gazzetta muovono alla volta di Torino. Andatura discreta ma senza sussulti per tutta la prima ora durante la quale vengono percorsi km 41.200. Poi il ritmo di gara sale per i ripetuti scatti e controscatti, anche se nessun tentativo prende consistenza. A titolo di curiosità, un allungo lo produce Bettini, che sgranchisce le gambe in solitudine al km 68. L'iridato prende 100 metri di margine sugli altri poi si rialza sorridente. Media dopo la seconda ora: km 43,500. A Vignale Monferrato, in zona rifornimento, si ritira Emanuele Sella. Intorno al km 115 un po' di movimento: in avanscoperta si forma un plotoncino di una ventina di corridori ma il tentativo si esaurisce dopo tre chilometri. Poco dopo allungano in 15 ma il gruppo vigila e riassorbe i fuggitivi in un paio di chilometri. Media dopo la terza ora di corsa: km 44,000. Al km 131, nell'attraversamento di Asti, una caduta coinvolge alcuni corridori: Huguet (64), Franzoi (78) e Ghisalberti (144) costringendo al ritiro solo quest'ultimo. Al km 136 evadono in tre: Buffaz (60), Rossi (98) e Bellin (137) ma quest'ultimo fora poco dopo. La coppia Buffaz-Rossi prende rapidamente un discreto vantaggio. Al km 142 il margine è di 27”, salito a 44” al km 145. Poi il gruppo reagisce. A 50 km dall'arrivo Buffaz si rialza e Rossi procede da solo sino al km 154, quando il plotone rinviene su di lui. Tutti insieme sino al km 158 quanto Ignatiev (162) produce un affondo, anch'esso senza esito dopo un chilometro. Tutti insieme a 30 km dall'arrivo, ad andatura sempre molto sostenuta. Dopo 4 ore di corsa la media si fissa in 43,900 chilometri orari. All'attacco della salita di Superga allunga Spezialetti (89), in breve ripreso. Poi sulla spinta decisa di Riccò (103) al quale si accodano Soler (40), Mazzanti (54), Bertagnolli (81) e Di Luca (83) si forma un gruppo di nove unità, con Gerdemann (173), Arreitundia (31), Gasperoni (43) e Noè (87) rinvenuti sui primissimi. In avanti sferra l'attacco Soler al quale replica il solo Di Luca, mentre sui due rinviene Kunitscki (15) che ben presto molla la presa. A 16 km dall'arrivo Soler e Di Luca hanno 18 secondi di margine sui primi inseguitori, poi il resto del gruppo sfilacciato. Il margine scende a 16” a 12 km dal traguardo per poi risalire a 22” quando all'arrivo ne mancano solo 7. Nella discesa su Pino Torinese emerge da solo Bettini ma cade mentre sta producendo il massimo sforzo. L'iridato, prontamente soccorso, può risalire in sella. A 4 km dall'arrivo Soler e Di Luca procedono con buona intesa mentre da dietro rinviene da solo Celestino (141) che si avvicina ai due fuggitivi. A 2 km dall'arrivo solo 12” dividono Soler e Di Luca da uno scatenato Celestino. Immediatamente alle sue spalle il gruppo allungatissimo. Nello sprint a due s'impone Di Luca davanti a Soler mentre Kirchen a 9” regola il gruppo. Il vincitore – premiato dall'Assessore allo Sport del Comune di Torino Renzo Montabone – ha coperto la distanza in 4 h 32’ 40”, media km 43,790.
Fonte: http://www.gazzetta.it/ |
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