Il grande ciclismo sceglie Skoda 2007

Il grande ciclismo sceglie Skoda
   
 
     
 

Le grafiche rosa sul carbonio a vista richiamano inevitabilmente il Giro d’Italia e donano personalità e carattere. L’allestimento tutto Fsa la distingue dalla maggior parte delle sue concorrenti. Il prezzo rappresenta una buona occasione per dotarsi di un mezzo di alta gamma.

Le bici Skoda: "Gadget di lusso"

FONTE: CICLISMO www.ciclismo.it
TESTO DI ROBERTO ALVISI
FOTO DI MAURO COTTONE

PROVA STRADA
Direttamente dal teatro degli Arcimboldi, dove è stato presentato il 91° Giro d’Italia, alle strade del Bel paese per la nostra prova. Per il secondo anno consecutivo Skoda ed Fsa, entrambe partner della corsa rosa per quanto riguarda il servizio di cambio ruote, danno vita al modello celebrativo Giro d’Italia. Sul telaio c’è il fregio di Stefano Scapin, a testimoniare l’origine del progetto e la bicicletta sarà disponibile su richiesta, in serie limitata, presso le concessionarie di automobili Skoda a partire da marzo.

Il telaio e la forcella
Il telaio è monoscocca in carbonio con trama esterna 3k.

Le forme sono decisamente sobrie, con i tubi principali ad andamento rettilineo. Solo la zona dello sterzo è sovradimensionata e abbondantemente raccordata, mentre le proporzioni di tutti gli altri nodi ricordano di fatto più un telaio fasciato che un monoscocca.

Il tubo orizzontale ha sezione leggermente ovalizzata larga 45 mm e alta 40. L’obliquo, il più generoso di tutti, ha sezione pressoché tonda con andamento appena conico. Il carro posteriore è unito al triangolo principale mediante fasciatura. È costituito da un classico monostay, con i foderi verticali che descrivono una leggera “doppia esse” che ha il compito di irrigidire il reparto per meglio contrastare le flessioni laterali. Gli orizzontali si dipartono dalla scatola con una configurazione a monobox e hanno andamento rettilineo. Appena dietro la zona di passaggio del cerchio, i foderi si allargano repentinamente (si nota bene osservando la scatola da sotto, con il telaio capovolto), riducendosi poi gradualmente fino all’innesto dei forcellini in alluminio. Questi sono forgiati, solo leggermente scaricati, con il destro sostituibile. Il risultato è un telaio leggero e molto pulito dal punto di vista estetico. Il deragliatore è montato con una fascetta e solo le bussole filettate per il fissaggio dei due portaborraccia interrompono la continuità dei tubi. La forcella è Mizuno, con cannotto di 1 1/8”. È riconoscibile anche per le tipiche scanalature sulla faccia interna dei due foderi (due serie da sei per ciascuno), all’altezza della zona di passaggio del cerchio e del copertoncino. La loro funzione è quella di ridurre gli attriti aerodinamici generati dalla ruota. I foderi hanno sezione prismatica all’estremità dove sono incollati i puntalini in alluminio. Risalendo verso la testa, descrivono una curva molto dolce e assumono sezione alare che al raccordo con la testa presenta una corda di 40 mm e spessore di 20 mm.


A SINISTRA: la forcella full carbon della Mizuno personalizzata con il logo del Giro.
A DESTRA: il marchio Skoda ben visibile sul tubo sterzo.
SOTTO: il cerchio Fsa Rd-600 e la gomma Maxxis


La prova
Il feeling con la Giro d’Italia si trova già dopo poche pedalate. Nella scelta della lunghezza dell’attacco manubrio si deve tener conto del ridotto reach della curva Sl-k compact. Se il ciclista ha le mani piccole, ma braccia di proporzioni normali, potrebbe essere il caso di montare un attacco più lungo di un centimetro. In salita la bici si fa apprezzare per la leggerezza e la reattività. In discesa ad alta velocità è stabile e si inserisce in curva senza sorprese. La scorrevolezza delle ruote è eccellente e la frenata è sicura. Anche con il cerchio e il fondo stradale bagnato le reazioni sono prevedibili, merito sia delle ruote non troppo rigide sia dei pattini Koolstop. Oltre a testare la bici sulle consuete strade di collina, questa volta abbiamo pedalato anche sulle antiche vie ciottolose di borghi medievali. Sullo sconnesso la forcella fa egregiamente il suo dovere e l’insieme assorbe tutto sommato bene gli urti e le vibrazioni. Chiaro segno, questo, dell’attenzione rivolta al comfort.


  La componentistica
A parte pochi componenti, si può davvero parlare di allestimento monomarca. La sella è Prologo Choice in versione Pro Ti 1.4, ovvero con telaio in titanio e scafo in poliammide. La cover imbottita in microfibra è sostituibile con altre di colori e spessori diverse, grazie ad un sistema di fissaggio con bottoncini a scatto. Altra particolarità del binomio scafo/cover è la foratura per l’aerazione della zona di contatto fra ciclista e sella. Il cambio, i comandi e il pacco pigoni sono Shimano Dura Ace, top di gamma. Tutti gli altri componenti sono di costruzione Fsa. La guarnitura è la preziosa K-Force light megaexo compact, fiore all’occhiello della produzione della casa americana, con pedivelle in carbonio cave e dentatura 50-34. Il perno è integrato nella pedivella destra e ruota su cuscinetti a sfere in materiale ceramico, che garantiscono una importante riduzione degli attriti. Secondo un test comparativo eseguito dall’ente tedesco Efbe, questa guarnitura è risultata quella con il miglior rapporto rigidità/peso sul mercato, anche se non la più rigida, a fronte di un peso complessivo di 660 g tutto compreso. Scelta senza compromessi anche per l’attacco manubrio: l’Os-99 Csi (Carbon structural integration). Come dice il nome, è la versione rivestita in carbonio strutturale del leggerissimo Os-99 in Ergal, con viteria in titanio. Pesa un po’ di più (118 g contro 98) ma è più rigido.
Il reggisella è K-force, monoscocca in carbonio come il manubrio Sl-k con curvatura compact, ovvero con reach di 78 mm e drop di 125. Della serie Sl-k anche il set di freni, quello intermedio dei tre proposti dalla Fsa. Hanno i braccetti in alluminio 6061 forgiati a freddo e uno schema costruttivo dual pivot. I pattini sono Dl a doppia mescola della Koolstop, caratterizzati da un comportamento molto costante al variare delle condizioni meteo, dimostrato da test comparativi. Le ruote complete sono Rd-600, con cerchio in alluminio per copertoncino a profilo medio. I nipple sono interni e conferiscono alla ruota sì una maggior pulizia, ma anche meno praticità in caso di regolazioni d’emergenza. I mozzi presentano una particolarissima terza flangia del diametro di 110 mm, su cui sono ancorati un terzo dei raggi di ciascuna ruota. Tale configurazione dovrebbe consentire la migliore aerodinamica dell’insieme. I raggi sono in acciaio inox, aerodinamici e anodizzati neri, 24 sulla ruota posteriore (8 sulla flangia centrale incrociati in prima, gli altri radiali) e 18 sull’anteriore (tutti radiali, di cui 6 su flangia centrale). Completano la bici i copertoncini Maxxis Courchevel con sezione di 23 mm e il porta borraccia Elite Custom macia in nylon e fibra di vetro con giuntura elastica per adattarsi a contenitori di diametro diverso.


Il nuovissimo attacco Fsa Os-99 in alluminio rivestito di carbonio.
SOTTO: il corpo freno anteriore Fsa Sl-k con schema dual pivot.
SOTTO, A DESTRA: sul tubo orizzontale la “firma” del Giro d’Italia

La guarnitura di ultima generazione Fsa K-force light.


La sella Prologo Choice caratterizzata dall’esclusivo sistema C-lock sys


La “certificazione” Scapin, oltre che sul telaio, è presente anche sul collarino reggisella


Peso: 7,2 kg (senza pedali) taglia M

  Le nostre conclusioni
In definitiva, possiamo dire che la Skoda Giro d’Italia è una bici giusta per i ciclisti che amano pedalare sulle lunghe distanze su percorsi misti, e che vogliano farlo divertendosi in sella a un mezzo con un tocco di personalità e ben riconoscibile.

L'assemblaggio è Hi-Tech
Geometrie standard
Cinque taglie centro/centro tubo orizzontale: S (52,8 cm), M (54), L (56), Xl (57) e Xxl (58,5 cm)

Livello finiture
Molto eleganti le grafiche rosa sulla livrea con il carbonio a vista. La trama 3k è coperta da una vernice nera solo nei nodi fra i tubi. La verniciatura e la finitura del telaio sono di grande pregio.

Assemblaggio
Eccezion fatta per la sella Prologo e il cambio e i comandi Dura ace, tutta la componentistica è tratta dalla parte alta del catalogo Fsa. Alla casa statunitense manca davvero poco – anche se è un “poco” di peso - per realizzare il proprio gruppo completo. L’allestimento rende questa bicicletta un pezzo abbastanza originale.

Rapporto qualità/prezzo
Oltre all’originalità, il montaggio tutto Fsa rende la Giro d’Italia difficilmente confrontabile in termini di prezzo con altri modelli allestiti con i gruppi più diffusi. Il prezzo è alto, ma è un vero affare se si bada alla sostanza.


Scheda tecnica

Telaio: monoscocca in carbonio Scapin 3k
Forcella: Mizuno full carbon
Sterzo: Fsa Orbit Cf
Comandi: Shimano Dura ace
Freni: Fsa Sl-k
Cambio: Shimano Dura ace
Deragliatore: Fsa Energy a saldare
Guarnitura: Fsa K-force in carbonio con perno integrato
Movimento centrale: Fsa Bb-8200 ceramic road megaexo
Piega manubrio: Fsa Sl-k compact in carbonio
Attacco: Fsa Os-99 csi 3Dforged Al7050 (carbon structural integration)
Reggisella: Fsa K-force Sb.25, 31,6 mm
Sella: Prologo Choice pro ti 1.4
Pignoni: Shimano Dura ace 12-25
Catena: Fsa Team issue 10 s
Ruote complete: Fsa Rd-600
Copertoncini: Maxxis Courchevel 700x23c
Prezzo: 2.900 euro.

 



 
   
 
 
 
     
   
 

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